Intanto i fondi europei…

Europa  Mentre si diffonde sulle corrosioni di Oliverio, la stampa c’informa, sommessamente e quasi per sbaglio, essere anche quest’anno la Calabria buona ultima d’Italia nella spesa dei fondi europei, e che non è in atto alcun progetto, eccetera. Non è una novità, hanno fatto profondamente schifo (politicamente parlando, amministrativamente parlando, s’intende) dal 1970 i seguenti signori: di sinistra, A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G. Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio; di destra, G. Nisticò, G. Chiaravalloti, G. B. Caligiuri e G. Scopelliti proseguito in Stasi; oggi Oliverio.

 Del resto, affezionati lettori, chi dovrebbe spendere i fondi europei? Oliverio in sette mesi non riuscì a nominare una giunta; quando provò a mettere assieme quattro assessori, si giocò la Lanzetta per il caso De Gaetano; oggi il De Gaetano è al gabbio domiciliare, e Ciconte e Guccione sono impallinati nell’ala più o meno per lo stesso motivo. Troppo impegnati a incassare rimborsi presunti illeciti, volete voi che i tre miserelli perdessero tempo a spendere i fondi europei? Fedele, che non c’entra con la giunta di ora ma con quelle di prima, era a pasteggiare a Montecarlo: forse in compagnia di Gianfranco Tulliani Fini?

 Che dunque i politicanti calabresi siano incapaci, beh, è più solare dell’alba. Qualcuno pensa siano meno peggio gli scaldasedie, sederi piatti, mangia pane a ufo degli impiegati? Certo che no:

  • sono al 99,9% ignoranti come capre: perché dico il 99,9? per evitarmi una querela: posso sempre dichiarare che il querelante era, per me, lo 0,1, quello buono!
  • la mamma, quando erano piccoli e prima ancora di raccomandarli (il 99,9%) sa solo lei come, consiglio sempre: “Figlio mio, non firmare niente, non ti mettere nei guai”; in dialetto, ovviamente, unica lingua, ma io traduco.

 Ora Oliverio deve nominare una giunta di “alto profilo”. I nomi che circolano, a dire la verità, non mi paiono di profilo watusso: saranno brave persone, ma, francamente, non mi basta; non saprei che farmene di una certa Ciarletta, una distinta signora che passa il suo tempo a fare i conti se i sindaci hanno nominato esattamente il 40% di donne; e che evidentemente non s’intende d’altro: politicamente parlando, amministrativamente parlando, s’intende; per tutto il resto, un genio! E che spenderebbe i fondi europei solo in francobolli per scrivere ai sindaci su questioni ginecologiche. Non è questo il problema più serio della Calabria, se le signore fanno o no l’assessore.

 Non so che farmene di Corbelli, la cui idea più luminosa nella vita fu un cimitero per i migranti defunti: non scherzo, il TG3 Calabria ce lo ha ripetuto e detto. Corbelli spenderebbe qualche soldo in casse da morto e loculi, ma il problema della nostra colpevole e misera terra non sono le pompe funebri.

 Non so che farmene della Musella e delle sue marce antimafia, che alla mafia non fanno un baffo. La Musella spenderebbe forse qualche soldo in suole di scarpe, ma il problema della Calabria non sono le passeggiate di studenti lieti di marinare la scuola, e poi tutti alla villa.

 Alla Calabria servono fegati duri e menti vivaci, servono idee grandiose e progetti credibili, scritti bene e avviati dove e come si deve.

 Ma Oliverio deve tenere conto delle zone – ridicolo, ma in Calabria è così – delle correnti interne del PD che sono un centinaio… e, da ieri, della manina pendula del centro(destra). Già, coloro dovevano presentare le firme per indire un referendum, e hanno improvvisamente rinunciato, cucù sorpresa: leggete con attenzione domani i nomi di “alto profilo”, e vedrete se non è in atto un bell’inciucio; ovvero, in calabrese, ACCORDUNI.

 E la Calabria è l’ultima d’Italia nella spesa dei fondi europei.

Ulderico Nisticò

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