Inciuci e governo

 Il voto del 4 marzo è, idealmente, antisistema; ma non sufficiente, stando ai soli numeri, per formare un governo. E siccome l’Italia è una repubblica partitocratica (per le persone bene educate, parlamentare), non è il voto che stabilisce il governo, ma sono le maggioranze di deputati e senatori, in questo momento non ci sono le condizioni per un governo. Intanto, vanno formati i gruppi parlamentari: e chissà dove finiranno i resuscitati per un soffio, dico Bonino, Grasso, Boldrini, Fiano e robetta minore; e come tenteranno di riciclarsi.

E niente fantasie: un’intesa 5s – Lega, solo loro, non si può fare, perché la Lega non può lasciare il centrodestra, pena conseguenze a cascata anche nelle Regioni etc; e 5s da soli non hanno i numeri; e 5s con i rottami del PD, sarebbe un’indecenza politica e umana.

Certo, se Berlusconi non fosse stato ridimensionato da Salvini, e se il PD non avesse perso in quella misura patetica, un Gentiloni bis non ce lo levava nessuno. Meno male che Salvini c’è.

Nemmeno si può fare un governo di tutti: un qualsiasi movimento di opposizione farebbe il pieno dei consensi, in un Italia con quattro milioni di poveri assoluti, eccetera!

Morale, incombe l’inciucio. Inciucio è la traduzione terra terra di uno qualsiasi dei tantissimi modi di dire creati dalla fantasia italica per indicare compromessi, ammucchiate, intese, sotterfugi vari: tipo “convergenze parallele”! Oggi si chiama “responsabilità”, con evidente sottinteso, “ce lo chiede l’Europa”.

Non chiedetemi una soluzione, perché non ce l’ho.

Ulderico Nisticò

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