Chiaravalle Centrale, Forza Italia si spacca: scontro tra Sestito e Tino

Un partito con due anime divise e contrapposte anche in consiglio comunale

Si riapre lo scontro all’interno di Forza Italia a Chiaravalle Centrale. E’ l’ex sindaco Santo Sestito a partire all’attacco, contestando pesantemente la guida del circolo azzurro locale e, in particolare, la recente nomina di un altro ex sindaco, Gregorio Tino, a coordinatore comprensoriale delle Preserre. “La verità è una virtù che prima o poi viene a galla, superando raggiri e furbizie” afferma in una nota Santo Sestito, rappresentante dell’ala “gentiliana” (ex Ncd) del partito berlusconiano. Il suo ragionamento è incentrato sulle ultime elezioni politiche del 4 marzo ed è focalizzato su chi ha “realmente” portato voti al centrodestra e a Forza Italia.

“La campagna elettorale ha visto persone andare di casa in casa per chiedere i consensi per il centrodestra e persone rintanate nei propri ambienti a sfogliare la margherita” scrive Sestito, posizionandosi, evidentemente, sul fronte di chi ha lavorato per il successo della sua coalizione. Secondo l’ex Ncd, ci sono state altre persone “rimaste ferme come le pietre miliari” che, a questo punto, “non possono più pensare di continuare a guidare il partito, solo nella speranza di togliersi qualche sassolino dalla scarpa”. L’affondo contro Tino è più esplicito: “E’ noto a tutti il dissenso diffuso degli elettori di Forza Italia verso la nomina a responsabile di Gregorio Tino”.

Un attacco frontale che apre una profonda ferita all’interno del partito azzurro, a pochi giorni dal risultato elettorale che ha consentito di conquistare il collegio uninominale della Camera con Wanda Ferro, ma non quello del Senato. Da definire anche l’equivoca geografia interna al consiglio comunale di Chiaravalle con Gregorio Tino, esponente di minoranza, autonominatosi capogruppo forzista, e l’assessore Sergio Garieri, di maggioranza, anch’egli attivo protagonista della campagna elettorale a sostegno di Wanda Ferro e Piero Aiello. Due Forza Italia, dunque, una di maggioranza e una di opposizione…

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